Don Chisciotte del lago

Drammaturgia, testo e regia: Faustino Ghirardini
Ispirato all’opera di Cervantes

Ti costringe il don Chisciotte, ti piega ad una forma che è il gioco stesso della rappresentazione. E allora non puoi che stare a questo gioco. La Storia di Don Chisciotte diventa pretesto e strumento per raccontare e raccontarsi. Raccontare la storia del folle Cavaliere e degli altri personaggi che giocano con lui. Giocano l’unico gioco che sanno fare: Don Chisciotte. Lo giocano sulle rive di un lago fraulivi, vele e canne di bambù; con scope, secchi e padelle. Intrecciano storie, voci canti che sviluppano situazioni comiche imprevedibili: Soffio diventa vento, Leggera Dulcinea e Bilombo per via dei lombi non può che fare Sancho mentre Francesca…… gioca l’eterno gioco della trasformazione. E le vele del lago diventano mulini a vento e i personaggi che Chisciotte incontra sono un coro multilingue. Alla fine continua come una leggenda, il DonChisciotte, a scornarsi con il vento, e rimangono lì, su un tavolo di legno, i suoi costumi e le sue innocue armi di latta. E noi non possiamo che inchinarci davanti al mito del Cavaliere dalla Trista Figura.